Selezione - Marzo 2019

Bianchi autoctoni maggiorenni? Anche in Italia!

Selezione - Marzo 2019

Inama Soave Classico Vigneto du Lot 2016 (2 bottiglie)
Fazi Battaglia Verdicchio di Jesi San Sisto 2015 (2 bottiglie)
Guido Marsella Fiano di Avellino 2015 (2 bottiglie)

Prezzo della selezione: 115,78 €
Prezzo speciale Club: 107,60 €
Risparmi: 8,18 € (7.06%)

Desidero registrarmi adesso!

Su questa selezione...

La produzione di vini bianchi da invecchiamento è stata per molti anni una nota dolente per il mondo vinicolo italiano. Troppo a lungo, i viticoltori al di qua delle Alpi hanno considerato le uve bianche non adatte a vini di prospettiva, e, non di rado, le hanno destinate a prodotti dall’immediata rendita, ignorando l’inestimabile patrimonio territoriale e ampelografico di cui disponevano.

Da una trentina d’anni, le cose sono però profondamente mutate. Produttori di ampissime vedute, da Nord a Sud, spesso ispirati alle pratiche enologiche francesi, hanno cominciato a segnare un radicale giro di vite. Operazione facile, se si considera la ricchezza dell’Italia non solo di terroir naturalmente vocati a grandi bianchi d’invecchiamento (vulcanici, ad esempio, e poi tufacei, scheletrici, calcarei…), ma anche di vitigni che, per verticalità e mineralità intrinseche, garantiscono una tenuta che non fatica ad arrivare ai vent’anni.

Operazione non facile, se si considera il diffuso pregiudizio, tutto italiano, per cui fosse sostanzialmente già esausto un bianco immesso sul mercato non subito, ma dopo solo un anno di affinamento in cantina.

Garganega, Verdicchio, Fiano, Trebbiano, Vernaccia, Friulano, Grechetto sono solo alcuni dei vitigni che per troppo tempo il mondo del vino italiano non ha valorizzato a dovere, e che adesso, a distanza di decenni dalle prime sperimentazioni, stappiamo da vendemmie degli anni Novanta traendone incredibili emozioni sensoriali.

La magia di questi vitigni nasce dalla loro capacità di unire grande territorialità, cioè un’eccezionale aderenza alle durezze e alla verticalità conferite dai suoli minerali e dai climi collinari o di montagna, a grande profondità nel tempo, complice magari un tocco di legno, una malolattica o una sosta sui lieviti che ne esalta la personalità senza alterarne il carattere. Più caratteriali dei bianchi internazionali come lo Chardonnay, infatti, queste uve non sono meno prestanti nella lunghezza, raccontando, anche a distanza di due o tre decenni dalla vendemmia, le meraviglie pedoclimatiche del paesaggio che le ha concepite.

Acquistare nel negozio

Vuole acquistare singole bottiglie di questa selezione a prezzo di listino?

La sua prossima spedizione

  • Le spedizioni del Club si faranno durante l'ultima settimana del mese.
  • Se vuole aggiungere più casse all'ordine Contattaci.
  • Può consultare o modificare l'indirizzo di consegna e la modalità di pagamento accedendo a il suo account.
  • Registrandosi adesso è ancora in tempo per ricevere questa selezione.

Desidero registrarmi adesso!

Senza quote né spese di registrazione. Registrandosi otterà sconti e un omaggio.
Più informazioni

Inama Soave Classico Vigneto du Lot 2016 (2 bottiglie)

Bianco. Inama Soave, Italia Garganega

Bottiglia: 17,28 € soci club / 19,50 € non soci


Attiva dal 1967, l'Azienda di Stefano Inama sta riscuotendo un grande successo e risulta attualmente fra le più quotate case del Soave. Possiede un bellissimo terrazzamento sul Monte Foscarino, uno dei cru più significativi della denominazione, e in più lavora ottimamente nel comprensorio dei Colli Berici. Il vigneto di Soave, su suoli basaltici di origine vulcanica, è ovviamente dedicato alla Garganega ed è allevato con la tradizionale pergola veronese. Sui Colli Berici, invece, Stefano Inama dà sfogo alla sua creatività rossista, lavorando il Carmenère in simbiosi con quei terreni argillosi.

Tra i Soave di Inama, Vigneto du Lot si distingue per ricchezza e carattere, dovuti sia alla provenienza da un singolo vigneto, sia alla sosta in legno. Il vigneto, in Monte Foscarino, zona classica del Soave su cui s’incentrano gli investimenti dell’azienda, è esposto a Sud-Ovest; i filari destinati al Vigneto du Lot è popolato di viti di Garganega innestate nel vecchio piede “Rupestris Du Lot”, che producono uva più concentrata, naturalmente orientata a vini da invecchiamento.

Un tocco di barrique nuova, ben integrata, eleva questo Soave a una dimensione contemporanea che ne esalta la personalità. Già la fermentazione avviene in barrique, nuove per il 30%, e successivamente l’affinamento prosegue sulle fecce fini per 6 mesi, durante i quali in cantina si praticano frequenti batonnage. Poi, dopo altri sei mesi di riposo in acciaio, Vigneto du Lot è pronto per l’imbottigliamento.

Di uno splendido color dorato, che ne rivela il carattere e le potenzialità, e di stupenda consistenza, Vigneto du Lot esibisce un naso intenso e ricco, che varia verso dolci fiori di campo: camomilla, sambuco, iris. Gli spunti vanigliati sono ottimamente integrati e non disturbano, anzi evolvono, negli anni, verso una terziarizzazione spiccata dei profumi. Il sorso è ampio, vellutato, glicerico, con ritorni di frutta matura e con un magnifico retrogusto di mandorla e vaniglia.

Si abbina a numerosi piatti dal gusto intenso, come capesante e crostacei, proposti anche in ricette asiatiche e in tempura. Con i piatti della tradizione, come linguine con gli scampi, spaghetti con la bottarga, bigoli con le sarde o con l’anatra, esprime ancora un magnifico carattere. E poi, naturalmente, con le verdure: ratatouille, peperonata o parmigiana di melanzane.

Crostacei / capesante gratinate / spaghetti con la bottarga / luccio con polenta alla griglia / anatra stufata / paella di frutti di mare

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Giallo dorato / intenso / consistente
    • Fragranza
      Camomilla / fiori di tiglio / sambuco / iris / vaniglia
    • Palato
      Morbido / concentrato / complesso / speziato / finale ammandorlato / persistente
  • Invecchiamento: La fermentazione avviene in barrique nuove per il 30%, e successivamente l'affinamento prosegue sulle fecce fini per 6 mesi, con frequenti batonnage. Dopo sei mesi di riposo in acciaio, è pronto per l’imbottigliamento.
  • Gradazione alcolica: 13,0%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 6ºC e 8ºC
  • Da bere subito o conservare fino 2025.

Inama Soave Classico Vigneto du Lot 2016
parte frontale e parte posteriore

Fazi Battaglia Verdicchio di Jesi San Sisto 2015 (2 bottiglie)

Bianco. Fazi Battaglia Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, Italia Verdicchio

Bottiglia: 18,48 € soci club / 17,90 € non soci


La storia di Fazi Battaglia, che coincide in buona parte con la storia del vino marchigiano e del Verdicchio, non può essere riassunta in poche righe. Nata nel 1949, Fazi Battaglia si è fatta conoscere nel mondo per la storica bottiglia ad anfora con cui ha commercializzato, dal 1953, il proprio Verdicchio. Non era un grande vino, quello, ma ha contribuito alla diffusione internazionale del marchio e, soprattutto, a un lavoro di qualificazione e riqualificazione dei vigneti marchigiani che prosegue tuttora senza sosta.

Dall’anfora ad oggi sono passati decenni, e questi decenni di esperienza e di mercato non hanno fatto che del bene alla qualità del prodotto. Le particelle e i cloni di Verdicchio sono stati gradualmente divisi e vinificati separatamente, individuando alcuni dei cru più significativi nel comprensorio dei Castelli di Jesi. In più, le cantine storiche di Castelplanio sono state completamente rinnovate, e all’affinamento del San Sisto, il Verdicchio di Jesi Riserva DOCG che meglio rappresenta il vertice della produzione aziendale, sono state riservate bellissime botti grandi.

San Sisto è, prima di tutto, un vigneto, che, acquisito nel 1991, incarna con precisione la progettualità e la voglia di rilancio di Fazi Battaglia, già in tempi non sospetti. Giallo paglierino intenso, con brillanti riflessi dorati, esprime un magnifico naso burroso e fruttato, con echi di frutta matura dalla susina alla pesca. Evoca con carattere magistrale il comprensorio jesino del Verdicchio “di mare”, con sbuffi salmastri, di ginestra, di scorza d’arancia e mandorla amara, accompagnati da una bella speziatura che richiama lo zafferano e da un tocco tostato. L’assaggio è rotondo, caldo, pieno e ricco, con una splendida sapidità a far da spalla a tanta opulenza. Persistente, è ammandorlato nel finale. Riposa per un anno, parte in acciaio e parte in legno grande.

Formaggio a media stagionatura / pollo in salsa / fagiano tartufato / carni bianche

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Giallo dorato / brillante / consistente
    • Fragranza
      Susina / pesca / burro fuso / salmastro / ginestra / mandorla tostata / scorza d' arancia / speziato / vaniglia
    • Palato
      Appagante / rotondo / sapido / minerale / finale ammandorlato / persistente
  • Gradazione alcolica: 14,0%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 6ºC e 8ºC

Fazi Battaglia Verdicchio di Jesi San Sisto 2015
parte frontale e parte posteriore

Guido Marsella Fiano di Avellino 2015 (2 bottiglie)

Bianco. Guido Marsella Fiano di Avellino, Italia Fiano

Bottiglia: 18,04 € soci club / 20,50 € non soci


Guido Marsella è stato il primo produttore di Fiano di Avellino a mettere in commercio il proprio vino dopo un anno di affinamento in cantina. L’abitudine, per i produttori irpini, era quella di uscire a ridosso della vendemmia, dopo una minima stabilizzazione del vino in acciaio. Marsella rivendica, con giusta pervicacia, questo suo primato, che lo elegge a ispiratore di molti altri nomi che lo hanno seguito. E, adesso, il suo Fiano esce non dopo uno, ma dopo due anni dalla vendemmia.

Per chi ha avuto il piacere di conoscerlo, Marsella è un fiume in piena. Ricorda con amarezza le prime delusioni, alimentate da chi gli sconsigliava di immettere sul mercato un Fiano già “invecchiato”. E con soddisfazione, unita a una precisione maniacale per l’igiene e la gestione della cantina, esibisce ai visitatori un’incredibile tino unico d’acciaio, che si presenta come una torre mattonata, in cui conferisce interamente il suo prodotto. Motivo? Che affini tutto insieme, e che all’assaggiatore, dal critico al semplice consumatore, arrivi uniforme, senza la minima sbavatura dovuta alla sosta in recipienti differenti.

Le vigne sono collocate nel versante del Fiano che, ormai da anni, si sta dimostrando il più performante per verticalità, mineralità e longevità. È il comprensorio di Summonte, alle falde del monte Partenio, a quote superiori ai 600 metri, fin circa agli 800. Terroir schiettamente vulcanico, con inserti rocciosi e argillosi, scosceso, aspro, di origine vesuviana. Un teatro naturale per vini eccezionali.

Il Fiano di Marsella ha un’acidità fissa di circa 7 g/l e un residuo secco totale di circa 20 g/l. Freddi numeri, forse, che però raccontano di un bianco incredibilmente verticale per acidità ed estremamente strutturato: caratteristiche che, combinate, non solo conferiscono al prodotto un’evidente personalità, ma gli garantiscono anche una grandiosa longevità. I Fiano di Marsella delle prime vendemmie degli anni Duemila, non a caso, si degustano con inusitata piacevolezza, indice del fatto che possono sorprendere ancora per lustri.

Paglierino delicato, senza eccessi dorati - il Fiano di Marsella è longevo per qualità innate, senza aiuti di rovere - esprime una piaevole consistenza alla vista. Al naso, pur da giovane, esprime uno sbuffo agrumato che convince immediatamente e che lascia intendere la futura maturità. Un vino da aspettare, come denuncia non solo il corredo aromatico di macchia mediterranea, ma soprattutto la tipica nota fumé, schiettamente minerale e vulcanica. Lo stile verticale, territoriale senza compromessi, torna all’assaggio. Qui si avvertono uno straordinario dinamismo e una freschezza frustante, che tuttavia non nascondono la struttura autorevole del cavallo di razza.

Crudo di gamberi rossi / risotti / spaghetti con le vongole / carni bianche / salumi

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Giallo paglierino / limpido / consistente
    • Fragranza
      Erbe aromatiche / agrumi / macchia mediterranea / minerale / pietra focaia
    • Palato
      Fresco / sapido / minerale / teso / strutturato
  • Invecchiamento: Riposa circa due anni in acciaio prima dell'immissione sul mercato.
  • Gradazione alcolica: 14,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 6ºC e 8ºC

Guido Marsella Fiano di Avellino 2015
parte frontale e parte posteriore

Desidero registrarmi adesso!