Selezione - Giugno 2019

Rosati in legno? Oltre al colore c’è di più!

Selezione - Giugno 2019

Costaripa Valtènesi Molmenti 2015 (2 bottiglie)
Cirelli Cerasuolo d'Abruzzo Anfora 2017 (2 bottiglie)
Rosa del Golfo Vigna Mazzì 2017 (2 bottiglie)

Prezzo della selezione: 135,79 €
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Non possiamo nasconderlo: in Italia manca una cultura dei vini rosati da affinamento. Eppure è proprio in Italia che si trovano i terroir e i vitigni forse migliori al mondo per questo tipo di vinificazione. Troppo spesso orientati al consumo estivo mordi e fuggi, il mondo dei rosati italiani è rimasto a lungo fermo a una concezione prettamente fruttata, fragrante, rinfrescante delle sensazioni.

Che l’Italia sia terra di rosati non lo si scopre certo oggi. Ma non è da molti anni che i rosati affinati in legno o in simili recipienti sono saliti alle luci della ribalta. Eppure, i risultati sono straordinari. Quando abbraccia un tocco di legno, la grande tradizione dei chiaretti settentrionali, soprattutto del Garda, diventa sublime e maestosa. Rosati di carattere ma sempre sottili, senza vaniglie invasive, e anzi di classe e verticalità esaltate per complessità e garbo.

A Sud, dove i rosati, per tradizione, nascono come “piccoli rossi”, le cose non vanno meno bene. Già muscolari e infiniti di loro natura, i rosati affinati in legno assumono qui, tra Abruzzo e Salento, un carattere ancor più intrigante e sfaccettato. Al frutto maturo si aggiunge la spezia, al fiore viola una bellissima tostatura. Montepulciano e Negroamaro, uve principi della tipologia, assumono in questa veste un carattere dalle illimitate potenzialità.

Sì, perché la sosta in legno (generalmente non superiore all’anno e comunque mai invasiva) o anche in anfora (nuova splendida frontiera di un rosato evoluto e sano) produce vini non solo poliedrici, ma anche longevi. Vini che hanno raggiunto le potenzialità di molti Chateau provenzali e che attendono solo il coronamento di un successo su larga scala.

Cominciamo noi. Consigliandovi di mettere questi vini alla prova del piacere estivo, ma anche di conservarli qualche anno in cantina per apprezzarne una ancor più completa evoluzione. E di abbinarli a preparazioni complesse, sfidandone la natura di cavalli di razza, espressioni forse migliori, più caratteriali, del territorio e dei vitigni da cui provengono.

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Costaripa Valtènesi Molmenti 2015 (2 bottiglie)

Rosato. Costaripa Valtènesi, Italia Groppello, Marzemino, Sangiovese, Barbera

Bottiglia: 26,11 € soci club / 29,50 € non soci


Il ruolo di Mattia Vezzola per il comprensorio gardesano della Valtènesi è fuori discussione. Autentico maestro della vinificazione in rosato, vero perno della tradizione della zona, Vezzola sforna ogni anno alcune delle pietre miliari dell’intera enologia lombarda. La cifra dei rosati della Valtènesi è quella dei chiaretti del Garda: vini sottili ed eleganti, di bel nerbo, ma capaci anche di sorprendere con un’ottima sostanza.

Merito del clima mediterraneo del lago, ovviamente, ma anche delle sapienti mani diuna generazione di enologi e viticoltori che devono a Vezzola buona parte della loro formazione. Il cuore della Valtènesi di Costaripa è Moniga del Garda, a metà strada tra Desenzano e Salò. Venti chilometri di costiera lacustre che beneficia di 3000 ore di sole all’anno e di brezze che regolano perfettamente le escursioni termiche giornaliere e stagionali. In quest’area, che è tra le più settentrionali in cui si riescono a coltivare gli agrumi, la sottile eleganza dei vitigni autoctoni, mosaico di cesellati profumi, è un fatto naturale. E Molmenti, tra i più grandi rosati d’Italia, ne è l’espressione certamente sublime.

Molmenti deriva dai suoli morenico-glaciali del lago, ma beneficia chiaramente di una tessitura molto complessa, figlia di un terroir eterogeneo. Dedicato al nome di Pompeo Gherardo Molmenti, che nel 1896 introdusse il chiaretto a Moniga, s’inserisce perfettamente nell’aurea tradizione di quel grande rosato, nato su ispirazione provenzale ben prima che questa tipologia di vino declinasse nel puro piacere estivo.

Prodotto con la raffinata ma certosina macerazione “a lacrima”, estremamente soffice e naturalmente rosata, Molmenti esce, caso pressoché unico in Italia, dopo ben due anni di sosta in cantina, durante i quali fermenta e affina in grandi botti di rovere usato da 4 ettolitri ciascuna. Un trattamento da rosso di spessore per un rosé che preserva intatti classe e garbo.

Di un classico rosa chiaretto leggermente ramato, estremamente lucente e ammaliante, al naso Molmenti esprime una ricca e complessa trama di peonia e rosa canina, ribes e scorza d’agrume, con più tesi sentori vegetali e balsamici di basilico e menta, e con un bel sottotesto iodato. L’assaggio, incredibilmente elegante nella struttura, è tuttavia ampio, croccante e avvolgente, con ritorni di agrumi e frutti rossi, ma soprattutto con una splendida sapidità minerale che accompagna la lunghissima persistenza.

Carpaccio di ricciola / coniglio al rosmarino / fettuccine ai funghi / formaggio a pasta dura / pollo agli agrumi

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosa chiaretto / intenso / luminoso
    • Fragranza
      Ciliegia / violetta / minerale / spezie dolci / rosa canina / ribes / scorza d' arancia / menta
    • Palato
      Elegante / sottile / avvolgente / croccante / sapido / persistente
  • Invecchiamento: Sosta due anni in botti grandi di rovere usate da 4 ettolitri.
  • Gradazione alcolica: 13,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 8ºC e 10ºC

Costaripa Valtènesi Molmenti 2015
parte frontale e parte posteriore

Cirelli Cerasuolo d'Abruzzo Anfora 2017 (2 bottiglie)

Rosato. Cirelli Cerasuolo d'Abruzzo, Italia Montepulciano

Bottiglia: 21,56 € soci club / 24,50 € non soci


Giovane azienda aternina, quella di Francesco Cirelli, animata da pionierismo sperimentale e solide doti imprenditoriali, è oggi una realtà di riferimento in Abruzzo, dinamica e orientata all'eccellenza. L'idea di fondo, quella dell'armonizzazione con il territorio e del ricorso a criteri radicalmente ecosostenibili di conduzione delle vigne, regalano oggi vini schietti, di piena territorialità, non di rado capaci di abbracciare le più rigorose esigenze del vino naturale o ancestrale.

Lo stile Cirelli ha ormai da anni abbracciato l'anfora di terracotta, che conferisce tipicità e carattere agli autoctoni abruzzesi. La scelta è quella di vinificare e affinare una linea di vini interamente in questi recipienti, per ottimizzarne l'apporto e convertirne il profilo organolettico in modo chiaramente apprezzabile. Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano vengono dunque sottoposti a questa pratica.

Il Cerasuolo Anfora rappresenta un’interpretazione originale e personale di questo grande rosato abruzzese da uve Montepulciano. Sottoposti i grappoli a una pigiatura estremamente delicata, il mosto viene direttamente condotto in anfora, dove fermenta con lieviti indigeni. La macerazione è breve e dura normalmente non più di sei ore; dopodiché, le bucce vengono separate dal mosto e il vino prosegue fermentazione e affinamento in anfora per circa un anno. Sempre in anfora si svolge anche la fermentazione malolattica, altro elemento che denuncia il livello superiore di questo rosato.

Di un bel rosa cerasuolo deciso, al naso sprigiona invitanti profumi di ciliegia, melograno, scorza d’arancia, fragola in confettura, con profondi sbuffi speziati e affumicati. Succoso, fresco e molto sapido, il palato intriga continuamente, esortando la beva con il suo eccellente equilibrio fra morbidezza ed acidità. Versatile, va provato con antipasti di pesce, primi piatti con condimenti di verdure, brodetto di pesce, formaggi tipici.

Pizza / pasta alla Norma / carni in umido

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosa cerasuolo / carico / intenso
    • Fragranza
      Ciliegia / amarena / bacche / articolato / eucalipto
    • Palato
      Croccante / avvolgente / di corpo / sapido
  • Gradazione alcolica: 13,0%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 8ºC e 10ºC

Cirelli Cerasuolo d'Abruzzo Anfora 2017
parte frontale e parte posteriore

Rosa del Golfo Vigna Mazzì 2017 (2 bottiglie)

Rosato. Rosa del Golfo Salento, Italia Negroamaro, Malvasia Nera

Bottiglia: 12,24 € soci club / 13,90 € non soci


Due secoli di produzione del vino in uno dei comprensori italiani più vocati al rosato, cioè Alezio, in Salento, basterebbero da soli a presentare la personalità e il livello di Rosa del Golfo. La fama dell’azienda, che prende il nome dallo stupendo Golfo di Gallipoli, si deve alla generazione attualmente attiva sul territorio, rappresentata da Damiano e Pamela Calò, straordinari comunicatori del vino, ambasciatori del Salento.

Calcarei, argillosi e ricchi di terre rosse sono i suoli di località Mazzi, appena a Sud di Alezio, entroterra di Gallipoli, dove l’azienda ha compiuto la magia di un rosato supremo. Il Vigna Mazzì, appunto. Antiche viti di Negroamaro ad alberello, datate di più di quarant’anni, regalano quello che, ad oggi, è senza dubbio uno dei più grandi rosati italiani.

Il fatto stesso che la famiglia abbia deciso di dedicare il cru migliore alla vinificazione in rosato racconta chiaramente dell’orientamento dell’azienda a valorizzare il territorio e le sue tradizioni. Una scelta significativa, per niente scontata in Italia. Il mosto fiore viene ricavato dall’uva con la macerazione detta “a lacrima”: sofficissima, da cui scaturisce un nettare dalle rese bassissime (non più di 30 litri per quintale d’uva) e di color rosato naturale.

Un lavoro certosino? Certo, ma ne vale pena, visto il risultato. E vista la sosta che attende il vino in formazione, per cui entra in gioco il legno. Prima, ma in piccola parte, in fermentazione, e poi, per dieci mesi, in affinamento, per il quale vengono usati tonneau di rovere, ciliegio e castagno.

Al colore il Vigna Mazzì si esprime con uno splendido rosa cerasuolo intenso e brillante, con riflessi corallini e rubini. L’olfatto è sfaccettato, intenso e complesso: le note di spezia dolce e di confettura cedono garbatamente a una trama affumicata e a fragranze di sottobosco, ciliegia, scorza d’agrume, rabarbaro e persino caffè. L’assaggio, morbido ed elegante, non delude. Di classe superiore, ha una persistenza che tanti rossi invidierebbero, con echi di nocciola tostata e sbuffi minerali e tostati. Accompagna pesci alla griglia con sapori decisi, primi piatti vellutati, magari a base di sughi di pesce pregiato, carni bianche, formaggi a pasta dura di media stagionatura.

Formaggio a media stagionatura / scorfano in guazzetto / tagliolini all' astice / carni bianche / arrosto di tacchino

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosa cerasuolo / intenso
    • Fragranza
      Spezie dolci / pietra focaia / ciliegia / scorza d' arancia / tostatura / macchia mediterranea
    • Palato
      Vellutato / di corpo / appagante / armonico / finale affumicato / finale ammandorlato / persistente
  • Invecchiamento: Sosta 10 mesi in recipienti di legno, e fermenta parzialmente in rovere bianco.
  • Gradazione alcolica: 13,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 8ºC e 10ºC

Rosa del Golfo Vigna Mazzì 2017
parte frontale e parte posteriore

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