Selezione - Ottobre 2019

Quando l'autoctono è un rosso light

Selezione - Ottobre 2019

Costaripa Valtènesi Groppello Maim 2016 (2 bottiglie)
Roeno Marzemino La Rua 2018 (2 bottiglie)
Kaltern Kalterersee Cl. Sup. Quintessenz 2017 (2 bottiglie)

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Il gusto e le mode cambiano, così come le esigenze di chi consuma vino. E, con loro, cambia anche la geografia dei vigneti. In Italia, questo processo ha ormai una lunga storia. Vitigni che spopolavano quando si faceva vino per soddisfare il consumo locale dei lavoratori dei campi oggi rischiano l’estinzione. Sono letteralmente sopraffatti da vitigni considerati più nobili: meno produttivi, più delicati, ma in grado di regalare vini fini, complessi, longevi e intellettuali.

Ma è proprio da buttar via quel vecchio patrimonio di uve autoctone “minori”? Tutt’altro. Come spesso accade, infatti, la vera differenza tra il vino di un tempo e quello di oggi non sta tanto nella selezione delle varietà, quanto nel “come” si fa il vino. E così siamo andati scoprendo che uve derubricate troppo in fretta a ceppi da espiantare, se ben vinificate, donano emozioni sensoriali non inferiori alle compagne aristocratiche che le hanno rimpiazzate.

Concentriamoci sul vigneto nordorientale d’Italia. Qui le uve internazionali hanno generalmente invaso i filari. Eppure l’uva rossa trentina più rappresentativa resta il Marzemino. Quello che il Don Giovanni di Mozart e Lorenzo Da Ponte decantava come vino “eccellente” è oggi considerato un minore. Eppure, benché sia diffuso in molti comprensori, trova nella sua patria d’elezione, la Vallagarina, tra Veneto e Trentino a est del Lago di Garda, espressioni autentiche e meravigliose. Ha fragranze di mammola, prugna, piccoli frutti rossi, ed esprime una impareggiabile croccantezza al sorso, complice la finissima tannicità e la tipica, splendida performance in gioventù.

Poco più a nord, verso la Valdadige, il Marzemino cede alla Schiava, in tedesco Vernatsch. “Schiava”, pare, perché già un tempo quest’uva era considerata “ancella” di altre, più nobili e a cui si riservava la parte alta dei filari. Ma, se ben prodotta, la Schiava non deve in realtà inchinarsi a nessuno. Lo dimostra il fatto che, fra Trentino e Alto Adige, a questo vino dall’alcol contenuto e dalla beva scattante quanto versatile, sono dedicate alcune vere e proprie denominazioni, come Santa Maddalena e Lago di Caldaro. Un tempo diffusissima in tutto il Nord, oggi la Schiava, nelle sue numerose varietà, occupa il 16% del vigneto altoatesino ed è oggetto di una nuova, e meritata, valorizzazione, anche perché è in grado, talvolta, di sostenere un moderato affinamento.

Anche il Groppello (da “groppo”, cioè “nodo”, pare per la forma del grappolo) era un tempo diffusissimo. Oggi è tipico soprattutto della sponda bresciana del Garda, su suoli ciottolosi e morenici baciati da un clima quasi mediterraneo. È, infatti, un’uva classica per i grandi rosati della zona, ma anche quando veste di rosso... non scherza! Un tempo usato solo in taglio, oggi invece se ne apprezzano al massimo la struttura delicata, i profumi fragranti di frutta rossa, i cenni speziati, il tannino sottile e il finale sapido.

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Costaripa Valtènesi Groppello Maim 2016 (2 bottiglie)

Rosso. Costaripa Garda, Italia Groppello

Bottiglia: 23,01 € soci club / 26,00 € non soci


Il ruolo di Mattia Vezzola per il comprensorio gardesano della Valtènesi è fuori discussione. Autentico maestro della vinificazione in rosato, vero perno della tradizione della zona, Vezzola sforna ogni anno alcune delle pietre miliari dell’intera enologia lombarda. La cifra dei rosati della Valtènesi è quella dei chiaretti del Garda: vini sottili ed eleganti, di bel nerbo, ma capaci anche di sorprendere con un’ottima sostanza.

Merito del clima mediterraneo del lago, ovviamente, ma anche delle sapienti mani diuna generazione di enologi e viticoltori che devono a Vezzola buona parte della loro formazione. Il cuore della Valtènesi di Costaripa è Moniga del Garda, a metà strada tra Desenzano e Salò. Venti chilometri di costiera lacustre che beneficia di 3000 ore di sole all’anno e di brezze che regolano perfettamente le escursioni termiche giornaliere e stagionali. In quest’area, che è tra le più settentrionali in cui si riescono a coltivare gli agrumi, la sottile eleganza dei vitigni autoctoni, mosaico di cesellati profumi, è un fatto naturale.

Maim rappresenta la migliore interpretazione in rosso del Groppello, vitigno autoctono della Valtènesi (riva ovest del Garda oggi nota soprattutto per i rosati) e lì attestato sin dal 1250. È un vino coinvolgente e ricercato, di colore rosso rubino con leggeri riflessi granati. Al naso apre con profumi intensi di viola, frutta matura e di sottobosco a bacca piccola; rotondo nelle spezie, mostra una sensazione equilibrata di pietra focaia, pepe e legno d'ulivo. In bocca rivela eccellente equilibrio con tannini dolci e ampi che supportano il velluto e la gentilezza tipica della varietà. Ottimo servito con secondi di carne come la soppressa veneta, vitello in salsa di noci, salame d'asino, formaggi stagionati e piccanti.

Prosciutto crudo San Daniele / bresaola / formaggio a media stagionatura / selvaggina

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosso rubino / riflessi granati / luminoso
    • Fragranza
      Viola / frutta matura / sottobosco / liquirizia / pepe bianco / pietra focaia
    • Palato
      Morbido / fruttato / fresco / croccante / tannino dolce / persistente
  • Invecchiamento: Maim è evoluto per 12 mesi in piccole botti di rovere. Imbottigliato nella seconda primavera successiva alla vendemmia, riposa poi in bottiglia per affinamento almeno 10 mesi.
  • Gradazione alcolica: 13,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 16ºC e 18ºC

Costaripa Valtènesi Groppello Maim 2016
parte frontale e parte posteriore

Roeno Marzemino La Rua 2018 (2 bottiglie)

Rosso. Roeno Vallagarina, Italia Marzemino

Bottiglia: 9,50 € soci club / 10,80 € non soci


A cavallo fra Veneto e Trentino, l’azienda Roeno è tra quelle che meglio si sono distinte per tradizione, tipicità e innovazione. Oltre cinquant’anni fa, Rolando Fugatti e la moglie Giovanna diedero vita a questo progetto, che oggi i figli, Roberta, Cristina e Giuseppe portano avanti con dedizione e deciso orientamento alla qualità.

L’azienda, il cui nome deriva dall’unione delle iniziali di Rolando (Ro-) e del tipico prefisso riferito al mondo del vino (-eno), lavora nello stretto corridoio della media valle dell’Adige, dove i vigneti devono farsi spazio tra il fiume, l’autostrada e la ferrovia. È la Terradeiforti, lembo della valle tra il monte Baldo, lato Garda, e l’altopiano dei monti Lessini, il suolo, molto variegato, che la famiglia abita e coltiva nel pieno rispetto dell’ecosistema. Lo stile dell’azienda è limpido: vini che rispettino al meglio le caratteristiche varietali dell’uva.

Approccio di cui beneficiano enormemente le uve rosse più fragranti, come il Marzemino. Vitigno presente in Europa da secoli, il Marzemino ha trovato proprio qui, in Vallagarina, un ambiente d’elezione. Vinificato e leggermente affinato esclusivamente in recipienti di acciaio, esprime al calice un vivido colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. All’olfatto si racconta delicato ed intenso, con un profumo che ricorda la viola mammola e i piccoli frutti di bosco. Coerente all’assaggio, dove appare armonico, di buona struttura, con ottima corrispondenza retronasale delle note fruttate. Vino da tutto pasto, è ideale con piatti a base di carne sia bianca che rossa, dal sapore non eccessivamente aggressivo.

Da tutto pasto / involtini di pollo / Soppressa Veneta

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosso rubino / cristallino / riflessi violacei
    • Fragranza
      Delicato / viola / frutti di bosco / lampone / ciliegia
    • Palato
      Fruttato / elegante / armonico / godibile / sapido
  • Gradazione alcolica: 12,0%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 16ºC e 18ºC

Roeno Marzemino La Rua 2018
parte frontale e parte posteriore

Kaltern Kalterersee Cl. Sup. Quintessenz 2017 (2 bottiglie)

Rosso. Kaltern Kellerei Lago di Caldaro , Italia Schiava

Bottiglia: 12,24 € soci club / 13,90 € non soci


Una cantina in pieno rinnovamento, in ormai avviata conversione al biologico e al biodinamico, è quella di Kaltern. Si tratta dell'azienda probabilmente più rappresentativa del comprensorio del Lago di Caldaro, fra Trentino e Alto Adige, dove la Schiava è considerata il vitigno a bacca rossa più tipico del territorio. Qui lavorano ben 800 soci per un totale di 480 ettari vitati, che garantiscono qualità costante dai migliori appezzamenti della regione.

Vitigno solitamente considerato "minore", la Schiava, pur mantenendo le sue caratteristiche di piacevolezza, sa vestirsi da gran signora in alcuni anfiteatri altoatesini. La zona del Lago di Caldaro ne è uno degli esempi migliori. E, non a caso, l'azienda ha deciso di inserire una Schiava nella sua linea superiore, Quintessenz, frutto della selezione delle uve migliori e dei vigneti più vocati.

La Schiava Quintessenz subisce la fermentazione malolattica e sosta sei mesi sui propri lieviti in recipienti di cemento e di legno: sono, questi, i chiari indicatori della volontà di Kaltern di nobilitare il vitigno a un rango superiore. Rosso rubino brillante, ha un naso fruttato con aromi di ciliegia, lampone e fragola, e con leggeri sentori di mandorla. All'assaggio si fa spazio con un ingresso pieno e sapido, dai morbidi tannini che danno al vino rotondità e persistenza. Il finale fruttato, piacevolmente coerente con il naso. Di buona compagnia anche fuori pasto, si accompagna bene agli antipasti ed alle specialità tipiche tirolesi quali speck ed affettati, nonché sulle carni bianche ed i formaggi freschi di latte vaccino.

Antipasti / speck / carni bianche / formaggio fresco

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosso rubino / brillante
    • Fragranza
      Ciliegia / lampone / fragola / mandorla fresca
    • Palato
      Pieno / sapido / fruttato / tannino setoso / persistente
  • Gradazione alcolica: 13,0%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 16ºC e 18ºC
  • Da bere subito o conservare fino 2022.

Kaltern Kalterersee Cl. Sup. Quintessenz 2017
parte frontale e parte posteriore

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