Selezione - Gennaio 2020

Veneto, i rossi della tradizione in purezza

Selezione - Gennaio 2020

Brunelli Corvina Corte Cariano 2017 (2 bottiglie)
Gianni Tessari Colli Berici Tai Rosso 2017 (2 bottiglie)
Cecchetto Raboso del Piave 2016 (2 bottiglie)

Prezzo della selezione: 78,81 €
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Conosciamo i rossi veneti? Certamente. Amarone e Valpolicella. Ma non solo: così è troppo facile! Il Veneto, fino a qualche anno fa, rappresentava una vera e propria selva di vitigni autoctoni che coprivano la maggior parte della superficie regionale dedicata al vino. Poi, dopo l’arrivo della fillossera e la distruzione di gran parte di questo patrimonio, moltissimi vignaioli hanno preferito puntare sulle uve internazionali, che hanno purtroppo sostituito quello che c’era prima. Quello che, con pazienza e tenacia, ora è stato almeno in parte recuperato.

Intanto la Valpolicella, la regione del Recioto e dell’Amarone. Qui la tradizione preferisce il blend. Ma le grandi uve che concorrono al prezioso nettare del posto vanno apprezzate anche da sole. La regina, si sa, è la Corvina Veronese. Fresca ed elegante, di buona produttività e dai complessi e profondi sentori fruttati e floreali, la Corvina rappresenta il nerbo dei vini della Valpolicella e la loro assicurazione sulla longevità. Assaggiarla in purezza significa entrare nell’anima di quei vini e nell’essenza di questo territorio ormai noto in tutto il mondo.

Verso il Vicentino, sui Colli Berici, c’è invece un’altra uva rossa autoctona, che si è letteralmente salvata dal rischio estinzione. È il Tai Rosso. Un tempo lo chiamavano Tocai Rosso, ora non si può più. È un’uva estremamente territoriale, che regala tutta la freschezza e l’acidità tipica di un comprensorio che si è scoperto perfetto anche per alcuni spumanti. Rubino brillante, con note fragranti di lampone, mora e ciliegia in marmellata, il Tai Rosso è ottimo da gustare giovane, anche per la sua struttura agile e pimpante.

E infine il Raboso. Chi conosce quest’uva? Eppure è, dopo la Corvina, l’autoctono rosso più rappresentativo del Veneto. Si tratta, però, della zona orientale della regione, i colli che guardano le Alpi cedono alla pianura del Piave che scende verso la laguna veneta. In una zona dove piove sempre e dove il suolo è di tipo alluvionale, serviva un vitigno rustico e resistente. Ecco il Raboso. Tenace, concentrato, incredibilmente tardivo nel maturare. Dà vini schietti, acidi, dal tannino ruvido, longevi e di soddisfazione per chi cerca il terroir allo stato puro. I vini del Sacro Fiume? Non possono tradire!

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Brunelli Corvina Corte Cariano 2017 (2 bottiglie)

Rosso. Brunelli Veronese, Italia Corvina

Bottiglia: 10,09 € soci club / 11,50 € non soci


San Pietro in Cariano è un terroir veneto mitico, senza dubbio. È un simbolo della Valpolicella, dove i vitigni tipici del Recioto e dell'Amarone si esprimono con carattere ed eleganza. Merito di un clima mediterraneo e ventilato influenzato dal vicino Lago di Garda, un’esposizione ideale, a sud e sud-ovest, che favorisce l'accumulo di sostanze zuccherine. Uomini, idee e una splendida famiglia concorrono, di generazione in generazione, all'attitudine complessa e profonda di questi vini.

Raffinati custodi del territorio, i Brunelli hanno lavorato da sempre sul recupero di varietà che hanno rischiato l'estinzione. Varietà che costituiscono un patrimonio troppo spesso ignorato, preferito alla consuetudine con uve più produttive e convenzionali. La Corvina non è certamente tra queste, e il lavoro dei Brunelli si è incentrato, giustamente, su quest'uva, che è l'autoctono rosso più rappresentativo del Veronese.

Corte Cariano è una perla. Si tratta di un'espressione in purezza della Corvina Veronese e del metodo di antica tradizione famigliare che prevede un breve e leggero appassimento della varietà in purezza per 60 giorni.

Rosso rubino, sprigiona bei profumi di frutti a bacca piccola, quali mora, ribes e la classica ciliegia matura, controbilanciati da una nota leggermente pepata. Morbido ed equilibrato, con una gradevole e vellutata tannicità. Accompagna molto bene vellutate e zuppe classiche, quali pasta e fagioli; primi piatti di pasta fresca al ragù, carni rosse dal gusto deciso.

Pasta e fagioli / funghi / pasta fresca con ragù / carni saporite

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosso rubino / luminoso / riflessi purpurei
    • Fragranza
      Fruttato / floreale / pepe nero / tabacco / cannella / sottobosco / prugna secca / rosa appassita
    • Palato
      Caldo / avvolgente / fresco / tannino compatto / fruttato / finale balsamico
  • Gradazione alcolica: 13,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 16ºC e 18ºC

Brunelli Corvina Corte Cariano 2017
parte frontale e parte posteriore

Gianni Tessari Colli Berici Tai Rosso 2017 (2 bottiglie)

Rosso. Gianni Tessari Colli Berici, Italia Tai Rosso

Bottiglia: 10,57 € soci club / 12,00 € non soci


Una cantina in cui storia e sperimentazione si uniscono in perfetta armonia. A Roncà, tra Verona e Vicenza, l'azienda Gianni Tessari rappresenta una perla rara e preziosa, che si esprime con personalità ed eleganza in tutte le splendide denominazioni del territorio. Dal Soave ai Colli Berici fino ai Monti Lessini, l'azienda è riuscita a ritagliarsi un ruolo di assoluto protagonista poliedrico e convincente a 360 gradi.

Tra le numerose sfide dell'azienda, tutte incentrate sulla custodia del terroir, c'è sicuramente la valorizzazione degli autoctoni locali. Su tutti, i Colli Berici. Dice Gianni Tessari: "Il vino dell’autenticità, dell'essenza. Indissolubilmente radicato nel territorio di cui è il vitigno autoctono. È un mondo tutto da riscoprire, sapori e aromi che si svelano e amano stupire, come una statua plasmata su un materiale grezzo che, una volta forgiata e modellata, mostra la sua misteriosa bellezza. Una bellezza autentica".

Parole poetiche, certamente, ma che inquadrano alla perfezione il legame fra il comprensorio di questi colli e il "loro" vitigno tipico. Rubino cupo, a tratti denso, al naso questo Tai Rosso di carattere esprime una gamma ampia e raffinata di sentori. Dalla marasca in confettura alla prugna secca, dal più fragrante melograno allo sbuffo mentolato e balsamico. Il sorso è giovane, sì, ma anche elegante, fresco, già armonico, di buona struttura ed eccellente sapidità. Complice l'affinamento di un anno in rovere, ma anche la tempra eccezionale di una varietà da riscoprire.

Ravioli d'anatra / anatra all' arancia / agnello alle erbe / cervo

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosso rubino / cupo / luminoso
    • Fragranza
      Marasca / prugna secca / melagrana / viola appassita / cannella / liquirizia / menta / eucalipto
    • Palato
      Pieno / profondo / tannino elegante / fresco / morbido / sapido
  • Gradazione alcolica: 12,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 16ºC e 18ºC

Gianni Tessari Colli Berici Tai Rosso 2017
parte frontale e parte posteriore

Cecchetto Raboso del Piave 2016 (2 bottiglie)

Rosso. Cecchetto Giorgio Piave, Italia Raboso

Bottiglia: 13,99 € soci club / 15,90 € non soci


Per molti, e a ragione, Cecchetto è sinonimo di vini del Piave. Un angolo pianeggiante del Veneto orientale in cui un vitigno difficile regala forse gli unici rossi regionali in grado di gareggiare con i nobili cugini della Valpolicella. L'azienda di Giorgio Cecchetto ha da sempre interpretato il territorio facendosene sì custode, ma leggendo la tradizione come un patrimonio da rinnovare. È alla luce di questa impostazione che il suo lavoro, dal 1986, si è sempre concentrato sul Raboso, varietà resistente e tardiva che Cecchetto ha trasformato in un canovaccio stilisticamente interessante.

In tutte le sue versioni, il Raboso di Cecchetto è un vino veneto che ha fatto storia. Il Raboso Piave, cavallo di razza difficile da domare, dimostra il suo carattere già in vigneto avendo un ciclo vegetativo molto lungo: germoglia per primo ed è una delle ultime uve ad essere raccolta. Questo lo rende un vitigno unico, quasi estremo, e forse per questo lasciato in disparte, perché intimorisce per la sua natura forte e rabbiosa. Per svelare il meglio di sé richiede tempi lunghi, pazienza e una certa dose di coraggio.

Le tre tenute aziendali sono a Tezze, ciottolosa, Lorenzaga, da suoli sciolti, Cornuda, argillosa. Ognuna di queste concorre a vini che raccontano il territorio in modo fedele. Affinato un anno parte in barrique e parte in botti di rovere, il Raboso classico esprime al calice un tipico colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Bouquet pieno, ampio, gradevole, ricorda la marasca, la mora selvatica, la vaniglia, il cuoio, il tabacco e la viola. Sorso secco, austero, con una tannicità e un'acidità gradevolmente nobilitate dall'apporto alcolico.

Frattaglie / pernice farcita / cinghiale al ginepro / filetto con i fichi

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Rosso rubino / luminoso / riflessi granati
    • Fragranza
      Marasca / mora / vaniglia / cuoio / tabacco / viola
    • Palato
      Agile / fresco / tannino vivace / secco / concentrato
  • Invecchiamento: Il vino viene affinato per il 60% in barriques e il rimanente in botti di rovere di slavonia da 30 hl per almeno 12 mesi.
  • Gradazione alcolica: 13,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 16ºC e 18ºC

Cecchetto Raboso del Piave 2016
parte frontale e parte posteriore

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