Selezione - Maggio 2020

Trebbiano... ma non l'avresti mai detto!

Selezione - Maggio 2020

Suavia Massifitti 2017 (2 bottiglie)
Tenuta Roveglia Lugana Ris. Vigne di Catullo 2016 (2 bottiglie)
Marramiero Trebbiano d'Abruzzo Altare 2017 (2 bottiglie)

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Trebbiano? Se avete già cominciato a storcere il naso, vi dovrete presto ricredere. E' vero: quando si dice "trebbiano" si pensa subito al bianco neutro, di quantità, allevato magari in vecchie pergole. Insomma un vino anonimo, senza longevità, buono per blend e poco più. Il vino che, per capirci, viene dall'ugni blanc in Francia o dall'airén in Spagna. Che non a caso, considerandoli un'unica famiglia, sono l'uva bianca più diffusa al mondo. E, ancor meno a caso, funzionano benissimo per fare i brandy, un po' meno per grandi vini.

Ma. A tutto c'è un "ma". E qui il "ma" è che ci sono in giro per l'Italia uve che sì, si chiamano trebbiano. Ma solo per uno scherzo del destino. "Trebbiano", infatti, non è altro che un nome etimologico generico. Deriva da "ager trebulanum", cioè il "contado di Trebula", antica città sannita, quindi campana, dove ancora i patrizi romani avevano case fuori porta e da cui, secondo Plinio, arrivavano ottimi vini. "Trebbiano", quindi, vorrebbe dire genericamente "buon vino campano", tutto qui. E questo nome, in modo totalmente arbitrario, è stato via via assegnato a uve molto diverse tra loro. Che, secondo i locali, facevano buon vino. Campano o meno che fosse. Uve bianche, certo. Ma non tutte da appiccicare al paradigma anonimo e impersonale del meno entusiasmante dei trebbiani toscani. Se il nome di un'uva è il suo abito, ecco, mai come in questo caso... l'abito non fa il monaco!

Non si può, quindi, parlare di "trebbiano", ma piuttosto si deve ragionare di "trebbiani". Ed è una selva. Al punto tale che molti dei vini che amiamo di più e che consideriamo nel pantheon del buon gusto, ebbene... sono proprio trebbiani! Trebbiano è il Lugana: la turbiana, uva con cui si realizza il più grande bianco lombardo, è appunto un "trebbiano di Lugana". Al Soave, straordinario bianco veneto da suoli vulcanici, concorre nient'altro che il trebbiano di Soave, compagno ideale della Garganega. Speziato e minerale, di straordinaria longevità, è in Umbria il trebbiano spoletino. E poi l'Abruzzo, dove il trebbiano locale è certamente uno dei bianchi più grandi d'Italia, di quelli che arrivano a farsi apprezzare anche al terzo decennio di vita. Dimentichiamo qualcuno? Certamente. Cos'hanno in comune? Solo il nome. E infatti il viaggio nel mondo dei trebbiani sarà straordinario. Perché, in fondo, è il viaggio che dà nuova luce ai grandi vini di cui siamo già innamorati.

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Suavia Massifitti 2017 (2 bottiglie)

Bianco. Suavia Veronese, Italia Trebbiano di Soave

Bottiglia: 13,26 € soci club / 14,90 € non soci


Suavia, oggi guidata al femminile dalle sorelle Tessari, è una delle aziende pioniere del Soave. Nata come azienda in proprio nel 1982 grazie alla lungimiranza di papà Giovanni (ma le attività di famiglia nel mondo del vino risalgono all'Ottocento), era allora una delle poche realtà venete in cui la qualità costituiva lo scopo centrale della ricerca aziendale.

Oggi le figlie Arianna, Valentina, Meri e Alessandra, tutte presenti a vario titolo in azienda, gestiscono questa tipica e caratteristica realtà soavese, dove la Garganega trionfa sui classici suoli vulcanici del comprensorio e in particolare del magnifico cru di Fittà, a ben 300 metri di quota, stupendamente esposto al sole e a benefiche escursioni termiche.

La cantina, moderna ed efficiente, concepita per la sola vinificazione in bianco, sforna oggi alcune delle eccellenze venete più apprezzate nel mondo. Le parole d'ordine di Suavia sono mineralità, eleganza e bevibilità, in perfetta coerenza con il terroir vulcanico. I vini, tuttavia, hanno ciascuno una personalità propria, frutto di un'interpretazione sempre mutevole e originale della Garganega.

Pionieristico esperimento di un grande Trebbiano di Soave in purezza, Massifitti ha una bellissima veste paglierina brillante e un complesso naso di pesca gialla, kiwi e mughetto, su un sottofondo scuro e minerale che ricorda la roccia bagnata. Sorso nitido e verticale, di grande freschezza e finale iodato, puntuale e convincente. Sosta 15 mesi in acciaio sulle fecce fini e altri 12 in bottiglia.

Carpaccio di ricciola / ravioli di branzino / tagliolini alle verdure / speck

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Giallo paglierino / brillante
    • Fragranza
      Floreale / pesca bianca / kiwi / erbe aromatiche / minerale / pietra focaia
    • Palato
      Fresco / teso / sapido / di corpo
  • Invecchiamento: Sosta 15 mesi in acciaio a contatto con le sue fecce fini, e successivamente un anno in bottiglia.
  • Gradazione alcolica: 12,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 6ºC e 8ºC

Suavia Massifitti 2017
parte frontale e parte posteriore

Tenuta Roveglia Lugana Ris. Vigne di Catullo 2016 (2 bottiglie)

Bianco. Tenuta Roveglia Lugana, Italia Trebbiano di Lugana

Bottiglia: 13,99 € soci club / 15,90 € non soci


Tradizione e modernità non è una frase fatta in Tenuta Roveglia. Quella che a fine Ottocento fu l'impresa pionieristica di Federico Zweifel, imprenditore svizzero, è oggi una delle aziende più attente e qualitative della piccola denominazione del Lugana. Un areale che, forti le correnti del Garda, il clima quasi mediterraneo e i suoli splendidi, esprime finalmente uno dei vini bianchi più monumentali e longevi d'Italia.

Nel cuore del Lugana più classico, sponda lombarda della denominazione, suoli calcareo-argillosi, si staglia lo stile Roveglia: un Lugana, cioè, territoriale, quindi verticale e sapido, ma anche solido e strutturato, con cenni di morbidezza e solarità. Su questi suoli insistono i vigneti aziendali, quasi tutti intorno alla proprietà, condotti a regime biologico.

In cantina, moderne tecniche di vinificazione regalano prodotti puliti e corretti. Spiccano ovviamente i Lugana, dal Limne, fresco e scattante, di precisa e netta sapidità, sino al Filo di Arianna, da uve vendemmiate tardivamente, avvolgente e minerale con il tipico finale ammandorlato, che riposa oltre un anno in botte grande.

Ma il vero e proprio benchmark è il Vigne di Catullo, dedicato al poeta latino che è tuttora il mattatore degli amanti del classico a Sirmione. Un Lugana di grande carattere, di colore giallo intenso con riflessi dorati, robusto e al tempo stesso vellutato. Le uve vengono scelte con cura dai vigneti con più di 55 anni di età e il vino viene affinato per un anno in solo acciaio, il che gli attribuisce la prestigiosa menzione di Riserva.

Presenta un bouquet particolarmente ricco, in cui le note più fredde e minerali si armonizzano con quelle della frutta matura: al pompelmo risponde la pietra focaia, al miele di tiglio la nota vegetale. Sapido, elegante e persistente, il suo complesso aroma retrolfattivo, con sentori di nocciola ed un elegante retrogusto di mandorla, ne suggerisce l’abbinamento oltre che con il pesce, con i piatti di pasta, la carne alla griglia, i risotti ed i formaggi.

Ricciola al forno / tagliolini all' astice / carni bianche / risotti

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Giallo paglierino / riflessi dorati
    • Fragranza
      Pompelmo rosa / erbe aromatiche / miele di tiglio / pietra focaia
    • Palato
      Di corpo / avvolgente / sapido / fresco / finale ammandorlato
  • Gradazione alcolica: 13,0%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 6ºC e 8ºC

Tenuta Roveglia Lugana Ris. Vigne di Catullo 2016
parte frontale e parte posteriore

Marramiero Trebbiano d'Abruzzo Altare 2017 (2 bottiglie)

Bianco. Marramiero Trebbiano d'Abruzzo, Italia Trebbiano D'Abruzzo

Bottiglia: 13,99 € soci club / 15,90 € non soci


La Masseria Sant’Andrea sorge nel cuore dell’Abruzzo, su un cucuzzolo a 270 metri sul livello del mare. Qui da oltre un secolo, la famiglia Marramiero si dedica alla coltivazione di vitigni autoctoni come il Montepulciano e il Trebbiano, e altre varietà internazionali di notevole levatura. Lo fa con passione e dedizione tramandando una tradizione che da generazioni trova linfa vitale nella terra che da sempre le dona i suoi frutti migliori: l’Abruzzo.

I vini Marramiero sono il frutto di storie in cui si incontrano e si fondono l’amore per la terra e l’attenzione per il progresso, l’attaccamento al lavoro e lo sprigionarsi dell’arte, il rispetto dei più antichi processi di vinificazione e l’utilizzo delle più moderne tecnologie.

La famiglia Marramiero alleva la vite fin dall'inizio del secolo scorso. Dopo un’accurata selezione dei ceppi esistenti, nel corso degli anni Sessanta e Settanta, vengono impiantati nuovi vigneti per ampliare la produzione. Prende il via un percorso di crescita che registra un’altra importante tappa agli inizi degli anni Novanta quando Dante Marramiero, reinterpretando in chiave moderna la secolare tradizione contadina della propria terra, fonda l’attuale cantina. Una grande eredità che oggi è sapientemente portata avanti dal figlio Enrico, grazie alla collaborazione dell'enologo Romeo Taraborrelli e del responsabile Antonio Chiavaroli che ne hanno condiviso valori ed obiettivi.

Altare è il Trebbiano di alta gamma non solo per Marramiero, ma per l'intera denominazione; ennesima conferma delle potenzialità del Trebbiano in terra d'Abruzzi, sia in fatto di complessità, sia di affinamento e quindi longevità. La fermentazione ed il lungo affinamento in piccole botti di rovere sono la particolarità di questo vino bianco, prodotto in quantità limitata. Giallo brillante con accenti dorati, Altare è un Trebbiano espressivo, che esprime al naso note sapide e minerali, con un sottotesto di rosa gialla, miele, zafferano, spezia dolce, che integra perfettamente l'affinamento in un concerto di sensazioni chiaramente evolute. Al palato è sapido, equilibrato e di ottima struttura e persistenza, con una morbidezza pronunciata e una persistenza infinita. Lo si può assaporare al meglio se abbinato a pietanze a base di pesce, frutti di mare, crostacei, ad altri piatti con salse delicate ed a formaggi freschi e leggeri.

Frutti di mare / tagliolini alle verdure / frittura di triglie / ravioli di pesce

  • Nota di degustazione:
    • Colore
      Giallo paglierino / brillante / riflessi dorati
    • Fragranza
      Rosa canina / miele di acacia / zafferano / vaniglia
    • Palato
      Morbido / di corpo / avvolgente / persistente / minerale
  • Gradazione alcolica: 14,5%
  • Temperatura di servizio ottimale: Tra 6ºC e 8ºC

Marramiero Trebbiano d'Abruzzo Altare 2017
parte frontale e parte posteriore

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