Paese di destinazione:
Italia
Lingua
CARRELLO
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Vino di Erbaluce di Caluso DOCG

"Alba lux", luce dell'aurora. Così gli antichi chiamavano il vitigno oggi noto come Erbaluce, di origine greca, ma vocato al ristretto comprensorio piemontese di Caluso, nel Canavese, vicino Torino. L'Erbaluce è, del resto, la perla bianca autoctona dell'alto Piemonte, un vitigno di eccezionale versatilità il cui segreto è anzitutto il terroir: dolci colline tipicamente con esposizioni ottime, soggette a una mitezza sorprendentemente regolare nell'arco dell'anno, ma soprattutto ricche di suoli morenici e sabbiosi, in grado di donare ai frutti una consistenza fine e sottile, tesa ed elegante.

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Erbaluce di Caluso DOCG

"Alba lux", luce dell'aurora. Così gli antichi chiamavano il vitigno oggi noto come Erbaluce, di origine greca, ma vocato al ristretto comprensorio piemontese di Caluso, nel Canavese, vicino Torino. L'Erbaluce è, del resto, la perla bianca autoctona dell'alto Piemonte, un vitigno di eccezionale versatilità il cui segreto è anzitutto il terroir: dolci colline tipicamente con esposizioni ottime, soggette a una mitezza sorprendentemente regolare nell'arco dell'anno, ma soprattutto ricche di suoli morenici e sabbiosi, in grado di donare ai frutti una consistenza fine e sottile, tesa ed elegante.

E poi gli affinamenti, che rendono l'Erbaluce un vino unico nel suo genere: affinamenti, infatti, che si svolgono sempre più sovente sui lieviti, per vari mesi in recipienti di acciaio, che convogliano la territorialità delle aziende del comprensorio in un bouquet dalla complessità straordinaria e instancabile.

Paglierino luminoso ma tenue, l'Erbaluce rivela al naso note erbaceee e vegetali, caratteristiche soprattutto in gioventù, con la salvia e altre aromatiche in evidenza, che cedono ampi spazi alle fragranze fruttate, di pompelmo giallo e di pera fresca. Ma è il sottofondo minerale a esplodere al sorso: un sorso intenso, netto, di una sapidità imperiosa equilibrata dall'elegante avvolgenza.

Prodotto anche in versione spumante, l'Erbaluce si distingue in modo sensazionale, però, come passito. Le uve, lasciate appassire su graticci fino a febbraio o marzo, vengono pressate e vinificate in primavera, e successivamente subiscono lunghissimi affinamenti in botti di rovere, mediamente dai quattro ai cinque anni, se non oltre per la nobile tipologia Riserva.

Ne deriva un passito di colore nettamente ambrato, carico, consistente, di incredibile ampiezza olfattiva, con note di confetture, dattero, agrumi canditi, spezie dolci, caramello, frutta secca e ricordi ossidativi. Complici i terreni, al sorso rimane fresco, di eccezionale sapidità, perfettamente equilibrato rispetto alle avvolgenti e robuste morbidezze. Un vino infinito e secolare.

Cantine emblematiche