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Vino di Gattinara

Noto fin dal Cinquecento alla corte imperiale di Carlo V e presso i Savoia come uno dei più pregiati vini piemontesi, il vino Gattinara costituisce secondo alcuni l'espressione più articolata e completa del nebbiolo del nord della regione. Con un clima mediamente più rigido di quello delle Langhe, e soprattutto con terreni ferrosi poveri di calcare, il comprensorio di Gattinara, ben esposto lungo la Sesia vercellese, rappresenta una culla naturale per un nebbiolo di carattere austero, sottile e teso, straordinariamente longevo.

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Gattinara

Noto fin dal Cinquecento alla corte imperiale di Carlo V e presso i Savoia come uno dei più pregiati vini piemontesi, il vino Gattinara costituisce secondo alcuni l'espressione più articolata e completa del nebbiolo del nord della regione. Con un clima mediamente più rigido di quello delle Langhe, e soprattutto con terreni ferrosi poveri di calcare, il comprensorio di Gattinara, ben esposto lungo la Sesia vercellese, rappresenta una culla naturale per un nebbiolo di carattere austero, sottile e teso, straordinariamente longevo.

Il Gattinara è il tesoro di una terra di rossi immensi, dunque, dove il nebbiolo, qui chiamato “spanna”, ha attecchito e si è forse diffuso ancor prima che nelle Langhe. Un nebbiolo che il disciplinare prescrive in una dose non inferiore al 90%, e che occasionalmente si completa con una goccia di vespolina, capace di conferire colore e profumi speziati all'uvaggio. L'affinamento minimo, tradizionalmente condotto in grandi botti di rovere, fa concorrenza a Barolo e Barbaresco, poiché arriva a ben 35 mesi per i vini d'annata e non può risultare inferiore ai quattro anni per le riserve.

I suoli sono di origine vulcanica, ricchi di porfido e sostanze minerali particolarmente saline, con frequenti inserti ferrosi. Si tratta di suoli, localmente, friabili e rocciosi, estremamente poveri, che mettono le viti a dura prova. Lo stress delle radici che devono scavare in un terreno così arduo e inerpicarsi su colli talvolta molto ripidi regala frutti particolarmente ricchi, rari e pregiati, poiché sussiste una naturale riduzione delle rese.

Si tratta di un comprensorio eroico, di alta collina, dove gran parte del vigneto è stato tenacemente sottratto al bosco, che l’aveva inglobato dopo l’infestazione fillosserica, che aveva comportato l’inselvatichimento di gran parte dei filari. Oggi, in zona, sussiste circa il 10% del patrimonio vitato storico della denominazione. Eppure esso regala, insieme alle altre nobili denominazioni dell’alto Piemonte come Bramaterra, Boca, Ghemme, l’unico nebbiolo di matrice vulcanica che esista al mondo.

Clima prealpino, dunque fresco e ventilato, e suoli compositi fanno il resto. Nella DOCG si assiste a un’oscillazione da suoli poco più sciolti, come la collina del Molsino di Nervi, storico cru che dà un Gattinara un po’ più vellutato e di eccezionale poliedricità, a suoli più dritti e austeri, come in Valferana, cru caratterizzato da una notevole componente ferrosa. Altri vigneti storici, come Osso San Grato, vinificato in purezza da Antoniolo, presenta una grande ricchezza di elementi minerali, scheletri e residui che donano al Gattinara una profonda mineralità, grande sapidità e imbattibile vocazione all’affinamento nel tempo.

Granato tipico il Gattinara; vino che regala al naso ampissime sensazioni di violetta, confetture rosse, spezie, funghi, cuoio, fino a evidenti note eteree nell'invecchiamento. Di tannino austero, debitamente nervoso in gioventù, è fresco e strutturato, di sapidità caratteriale, con un finale tipicamente ammandorlato: caratteristiche che costituiscono il miglior biglietto da visita per un vino che può farsi attendere per decenni.

Cantine emblematiche