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Ribolla gialla

I documenti attestano la presenza della ribolla in Friuli sin da prima del Trecento. Celebrata da Boccaccio, fu pretesa da Leopoldo III d'Asburgo quando si stabilì a Trieste, e nel 1402 la città di Udine ne tutelò la purezza con un editto specifico. Una storia millenaria, insomma, che giustamente si corona, oggi, con il riconoscimento di questo vitigno ai vertici della produzione italiana. Rebula in sloveno, la ribolla è del resto presente in tutto il comprensorio del Collio, del Brda e dei Colli Orientali del Friuli. Uva vigorosa e costante, ma da curare bene, presenta caratteristiche morfologiche particolari, a cominciare dalla buccia coriacea e ricca di colore e polifenoli. Questo rende la ribolla particolarmente indicata per la macerazione sulle bucce, e infatti, soprattutto nello splendido cru di Oslavia, è questa la versione in cui si esprime meglio: lunghe macerazioni e lunghi affinamenti in botte o in anfora ne fanno il vino orange più nobile d'Italia, con livelli di complessità, concentrazione e longevità davvero straordinari. Naturalmente si può vinificare anche senza macerazione o solo con un modesto affinamento sui lieviti: in questo caso la ribolla dà vini paglierini tendenti al dorato, con profumi intensi, floreali e fruttati, innervati di frutta secca e mineralità, complici i caratteristici suoli di ponka e flysch. In bocca esibisce sempre un buon equilibrio tra morbidezza e freschezza, apprezzabile struttura e gradevole persistenza.

Vino con uva Ribolla Gialla