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Primitivo

Il primitivo, così chiamato per la sua precoce maturazione, è uno dei vitigni rossi più storici e apprezzati d'Italia, anche a livello internazionale. Risulta originario dei Balcani, portato in Puglia dagli antichi Illiri. Potrebbe confermare questa origine il fatto che in Croazia esista tuttora un vitigno, il plavac mali, geneticamente molto simile al primitivo, anche se una completa identità genetica va ricercata nello zinfandel, uva rossa caratteristica della California. Questa famiglia di uve dà vini abbastanza uniformi, il cui denominatore comune è il frutto molto intenso a livello olfattivo e l'alta concentrazione, con morbidezza quasi zuccherina, al palato.

In Puglia e Salento, dov'è coltivato dai benedettini sin dal Seicento, è diffuso un po' in tutta la regione e se ne producono sia vini rossi, sia rosati, sia dolci. In molte zone è vinificato in uvaggio con altri vitigni del territorio, come il nero di Troia o il negroamaro, ma negli areali più vocati eccelle in purezza. Sfodera tutta la sua vellutata opulenza nel Salento più vicino al mare, spesso su terre rosse di argilla e minerali, e in particolare in agro di Manduria. Qui se ne produce anche una versione dolce naturale, tipica, da uve vendemmiate tardivamente, lasciate in pianta a cuocere al sole e al vento del Salento. E si tratta di uno dei vini dolci rossi migliori d'Italia. A Gioia del Colle, più in altura e lontano dal mare, si trova una zona che alcuni ritengono classica del primitivo. Qui si esprime con maggiore finezza aromatica e con una struttura leggermente più elegante e minerale, insomma svestendo in parte la sua corposa opulenza. In generale, pur pronto da bere nelle versioni più pop, beneficia di un affinamento in legno, che gli dona sentori speziati di cannella, cacao, pepe nero e liquirizia.

Vino con uva Primitivo