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Vino di Bolgheri

Dov'è Bolgheri

Dalla metà del secolo scorso Bolgheri, per gli appassionati del Made in Italy in tutto il mondo, non è più soltanto il convenzionale paesino maremmano cantato da alcuni noti versi di Carducci. È diventato, infatti, uno dei terroir più ricercati ed eleganti del vino italiano e internazionale. Merito della lungimiranza di enologi ed aristocratici che, come il marchese Incisa della Rocchetta nel vigneto mitico di Sassicaia, hanno deciso di impiantare uve francesi là dove le tenui colline e le piane esposte verso il Tirreno non erano neppure mai state considerate vocate alla vinificazione in rosso. E invece...

Bolgheri vanta, infatti, un microclima particolare, in cui la ventilazione marina, mai eccessiva, rinfresca l'ambiente e favorisce le ottime escursioni termiche alla fine dell'estate, che contribuiscono a regalare alle uve ottime maturazioni ed eccellenti concentrazioni, senza però evolvere verso l'eccesso di muscolarità. I terreni, che si distinguono in alluvionali, ciottolosi e marino-fluviali, completano il profilo di una denominazione giovane ma molto varia, e soprattutto qualitativamente orientata all'eccellenza.

Il territorio entro cui è consentita la produzione dei vini DOC Bolgheri, vera e propria culla della nuova Toscana del vino, coincide coi confini amministrativi del comune di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, ad eccezione della fascia litoranea collocata a ovest della Via Aurelia. Le dimensioni del territorio sono contenute: la distanza nord-sud è di circa 13 km, mentre quella est-ovest circa 7 km. L’altitudine dei vigneti è variabile e spazia dai 10 ai 380 m sul livello del mare: un territorio circoscritto e di moderata altitudine, dunque, ma con notevoli escursioni climatiche e pedologiche al proprio interno.

Si tratta di un teatro naturale, dove le Colline Metallifere rappresentano a Est le gradinate, arrivando con le loro propaggini più basse alla costa. Le zone collinari sono per lo più ricoperte da boschi, garantendo così il mantenimento di un ecosistema complesso. Nell’arena sottostante si estende invece la zona più pianeggiante dove crescono la maggior parte delle vigne, mentre il palcoscenico su cui Bolgheri affaccia è il mare, dominato dai profili dell’arcipelago toscano e all’orizzonte della Corsica.

La posizione del teatro bolgherese lo porta ad avere un microclima unico e caratteristico, circoscritto dalle colline che lo circondano. I venti, soprattutto quelli che arrivano dal mare canalizzati dall’Arcipelago Toscano, rinfrescano per la maggior parte dell’anno la zona. Una condizione che conferisce maggior freschezza ed eleganza ai vini.

La complessità e la particolarità dei vini di Bolgheri sono funzione anzitutto della grandissima variabilità dei suoli presenti. A livello geologico Bolgheri ha una doppia origine, da un lato marina, dovuta al ritiro del mare, dall’altra alluvionale. Generalizzando molto si può comunque dire che nella maggior parte dei casi i terreni di Bolgheri sono sabbioso-argillosi, alcalini, profondi e caratterizzati da uno scheletro ben presente, nel quale è spesso possibile notare anche in superficie la presenza di frammenti fossili quali piccole conchiglie, che testimoniano la storia geologica del territorio.

Come tutte le grandi denominazioni, anche Bolgheri, fermo restando il nucleo originario di Sassicaia, è costellato di grandi cru diventati via via veri e propri paradigmi del vino internazionale in Italia: Guado al Tasso, Ornellaia, Grattamacco, Macchiole sono solo i principali, e non hanno certo bisogno di presentazioni.

Pur esistendo anche in versione bianco – generalmente a base di vermentino, talvolta viognier e sauvignon blanc, qualche volta affinati in legno e comunque di ottima struttura e aromaticità mediterranea – e rosato, il grande vino Bolgheri è certamente il rosso. Un rosso toscano che prescrive la prevalenza del cabernet sauvignon, franc e del merlot, ma che non rinuncia, spesso, a una piccola quota di sangiovese, omaggio al territorio storico. Ma, caratteristica delle caratteristiche, il Bolgheri affina in barrique, per almeno un anno: una scelta che oggi può apparire scontata, ma che, tra gli anni Quaranta e i Sessanta, quando Bolgheri Sassicaia vide per la prima volta la luce, costituiva una vera e propria rivoluzione nel panorama enologico italiano.

Siamo sempre di fronte a vini rossi importanti dotati di grande longevità. I profumi sono caratterizzati da frutto nero maturo e dolce con note balsamiche di macchia mediterranea, caratteristica del terroir bolgherese. Al palato il Bolgheri rosso colpisce per la rotondità e la morbidezza, la dolcezza del frutto presente al centro bocca sempre ben vivacizzata dalla freschezza della componente acida, e dalla trama tannica fitta e setosa, con finale di ampia lunghezza. Spesso è presente anche una nota sapida che non può non portare la mente alla presenza del mare, ma anche della componente minerale e salina dei suoli.

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