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Santa Barbara

Santa Barbara

Il nome Santa Barbara è un omaggio alla terra jesina, alle sue tradizioni e ai suoi culti. La storia di questi luoghi affonda le radici nel VI secolo, quando Senigallia era una città bizantina e un avamposto longobardo (e quindi “barbaro”) si insediò in un borgo vicino. Da allora, quel borgo prese il nome di Barbara dove sorge oggi la cantina, la quale ha il privilegio di avere la sua sede produttiva all’interno di un antico monastero.

La storia di Stefano Antonucci, alla guida dell’azienda, è fortemente legata al paese di Barbara, nel cuore delle Marche. Qui suo padre aveva un forno, nel quale lavorava anche la madre, che era prima di tutto insegnante elementare. I genitori sono stati il punto di riferimento di Stefano, da cui ha ereditato la voglia di innovare, di guardare al futuro, ma partendo dalle origini, dalla terra. Ed è proprio a Barbara che Stefano è tornato quando ha lasciato un posto di lavoro in banca intorno al 1994 per inseguire un sogno.

I vigneti, tra i 25 e i 40 anni, sono distribuiti su 45 ettari di terreno lungo le sinuose colline che dal comune di Barbara attraversano Serra de Conti, Montecarotto, Arcevia fino ad arrivare a Morro d’Alba e Cupramontana. La particolarità di queste zone sono i terreni argillosi e ricchi d’acqua che sorgono in una fascia di terra racchiusa tra il Mare Adriatico, a est, e la catena degli Appennini, ad ovest. Le lavorazioni, che iniziano a gennaio e proseguono fino ad ottobre, vengono svolte ancora a mano, sotto l’attenta guida di rinomati tecnici ed esperti contadini. L’azienda si è posta fin dall’inizio della sua attività due obiettivi: il rilancio delle uve autoctone, verdicchio, montepulciano e lacrima, e la creazione di vini dal “gusto internazionale” che abbiano originalità e grande personalità come il merlot, il syrah e il cabernet sauvignon.