Vino di Collepere · Italvinus
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Collepere

Collepere

Dopo il grave sisma del 2016 e i ben quattro anni di chiusura forzata non era facile ripartire. Eppure, Marilena Gagliardi e Filippo Mariotti, ci sono riusciti, mettendo in campo un entusiasmo tutto...

Valutazione
3,0/5
(Basato su 1 recensioni su 1 vini)
Vigneto proprio:4 / ha
Produzione annuale12000 / bottiglie
Paese
Regioni
Uve

Vino di Collepere

14,05

10,54

-25%

Collepere

Dopo il grave sisma del 2016 e i ben quattro anni di chiusura forzata non era facile ripartire. Eppure, Marilena Gagliardi e Filippo Mariotti, ci sono riusciti, mettendo in campo un entusiasmo tutto rivolto al futuro. Hanno riaperto in piena pandemia la loro esclusiva country house, senza tuttavia mai smettere di coltivare il progetto di una bella azienda agricola, che si esprime soprattutto con il meraviglioso e amatissimo verdicchio Grillì.

Quello di Collepere è un progetto tutto da scoprire. Si sviluppa a Matelica, nelle Marche, la regione del centro Italia che si affaccia sul mare Adriatico. Matelica è un piccolo centro dell'entroterra, dove si coltiva tradizionalmente il verdicchio, uva bianca tra le migliori d'Italia, che dà un vino sottile, minerale, elegante e ricco di acidi. Queste caratteristiche sono esaltate dal fatto che Matelica è un comprensorio di alta collina, verso l'Appennino, con un clima fresco e ventilato, con pronunciate escursioni termiche.

Il progetto Collepere si articola intorno a una splendida villa settecentesca affacciata sulle colline e sui vigneti della campagna marchigiana. Questa residenza d'epoca, che era un antico casino aristocratico di caccia, è stata trasformata dalle famiglie Mariotti e Gagliardi in una splendida struttura ricettiva, che si è recentemente unita alla passione dei giovani proprietari per il buon vino.

Consapevoli di avere tra le mani uno dei vini migliori del Paese, i titolari della villa hanno costituito una moderna cantina dove confluiscono le selezionate uve dei vigneti circostanti, condotti in perfetto regime di ecosostenibilità. I 4 ettari di vigneti sono allevati a verdicchio, ma anche merlot, sangiovese e cabernet sauvignon.

Grillì è un verdicchio a produzione limitata, ma la sua esclusività sta solo nei numeri, perché il prodotto rivela uno stile nitido, diretto, di pronta e dinamica beva. Racconta in questo modo la sua schietta aderenza alla natura del territorio, senza bisogno di fronzoli e presentazioni. E, cosa da non sottovalutare, con uno straordinario rapporto qualità-prezzo. "Grillì" è inoltre il nome con cui simpaticamente la famiglia dei titolari veniva chiamata in zona, forse per l'abitudine di qualche avo di saltellare qua e là come un grillo, ciarlando con gli amici.

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