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Villa del Cigliano

4,5/5
(Basato su 2 recensioni su 2 vini)

Villa del Cigliano

La struttura mantiene immutato il carattere della classica azienda toscana costituta dalla Villa con annessa Fattoria per la produzione di vino, vin santo e olio extravergine. La Villa, edificata nella seconda metà del ‘400 su preesistenti edifici medievali, fu acquistata nel 1546 da Alessandro di Niccolò Antinori e appartiene tuttora ai discendenti della stessa famiglia. Gli ambienti interni conservano la loro struttura rinascimentale. Il cortile, al di sopra degli archi della loggia, è impreziosito da due tondi in maiolica attribuiti a Giovanni Della Robbia raffiguranti gli stemmi Antinori e Tornabuoni. Il muro di cinta racchiude un bellissimo giardino storico, le cui caratteristiche attuali risalgono alla seconda metà del ‘600, quando fu creata un’ampia vasca, in cui si riflettono sia la facciata barocca che l’imponente ninfeo del Nettuno decorato con sassi di fiume e conchiglie e ornato da grotteschi. Sotto la villa si trovano le cantine storiche ancora in uso destinate all’invecchiamento del vino, che ospitano anche una magnifica orciaia con una collezione di orci antichi in terracotta per la conservazione dell’olio.

I vini – di solida tradizione e prodotti esclusivamente con uve provenienti dai vigneti di proprietà – privilegiano decisamente l’eleganza e la finezza alla potenza. Si distinguono, inoltre, per una spiccata identità territoriale, autentica espressione di questa parte della denominazione del Chianti Classico (la Val di Pesa) caratterizzata da grandi potenzialità e ultimamente oggetto di sempre maggiore attenzione. L’azienda sta diventando un punto di riferimento all’interno di questa sotto-zona ed è parte attiva nell’attuale dibattito sulla menzione geografica aggiuntiva nel Chianti Classico. Si segnala inoltre il Vinsanto che non ha ceduto alla tentazione di un gusto scontato e immediato mantenendo il carattere secco tipico della vera tradizione toscana. In vigna si pratica l’agricoltura biologica e c’è l’obiettivo di arrivare nell’arco di qualche anno alla certificazione. L’azienda è inoltre impegnata sul fronte della riduzione dell’impatto energetico e sull’utilizzo di energie rinnovabili. In cantina si privilegia l’utilizzo di botti grandi in legno di rovere e si sta inoltre valorizzando il patrimonio di vasche in cemento, entrambi già presenti nella cantina storica da generazioni. Stiamo ultimamente anche sperimentando l’affinamento del Colorino in anfora ottenendo risultati sorprendenti.

  • Vigneto proprio:25
  • Produzione annuale di bottiglie40000